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Un brano estratto dal primo capitolo del libro
C’era una volta una principessa di nome Zoza, che era la disperazione del re suo padre: era bella (dote importante per le principesse), ma non rideva mai e la sua faccia era sempre triste come un sott’aceto.
Il re provò di tutto per farla ridere: ingaggiò comici, giocolieri, cani ballerini e scimmie canterine.
Tutto inutile.
La bella Zoza triste era e triste rimaneva.
Disperato, il re fece costruire davanti al balcone in cui stava sempre affacciata (con un muso lungo così) una fontana di olio:
l’olio schizzava sulla strada e faceva scivolare i passanti, che finivano a gambe all’aria sparando parolacce.
Uno spettacolo divertentissimo, ma Zoza non rideva per niente.
Un giorno, arrivò una vecchina con un’ampolla, e con tanta, tanta pazienza riuscì infine a riempirla di olio.
Proprio quando aveva finito, un paggio dispettoso lanciò un sasso con una fionda e centrò l’ampolla, facendola andare in mille pezzi.
La vecchina, infuriata, coprì il paggio di insulti che avrebbero fatto arrossire uno squadrone di carrettieri, ma il paggio le rispose per le rime e per le cime.
La vecchina, quasi fuori di senno dalla rabbia, si alzò la gonna e mostrò al paggio uno spettacolo poco edificante.
Fu allora che la tristezza di Zoza scoppiò di risate, una valanga di risate, un mondo di risate…
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