Autore: Antonella Di Martino - http://www.antonelladimartino.it La realtà Ho provato a fuggire dalla realtà, cercando qualcosa che fosse diverso, completamente. Ho bevuto una pozione (valeriana, il tranquillante è pericoloso), ho aperto le ali e ho volato oltre il regno dei sensi (mi sono addormentata), ho sognato. Niente da fare. Il sogno è una costruzione fantastica, ma i mattoni sono pezzi di realtà: case vecchie e facce nuove, vecchie e nuove paure, vecchi e nuovi mostri di metallo e di carne, i desideri di sempre. Per non parlare delle budella in movimento! Anch’esse concorrono alla formazione del mondo onirico (del resto, contribuiscono anche al mondo reale). I sogni dei pazzi non sono molto diversi. Anche l’illusione è concreta. La perfida! Ho riaperto gli occhi, mi sono alzata, ho provato a scrivere il mio sogno. Ho provato a trasformarlo, a rigirarlo, a rielaborarlo, a stravolgerlo, per renderlo leggibile. Ho passato le parole in padella, al forno, alla griglia. Sì, alla fine ne è uscito fuori qualcosa di leggibile, ma la parte edibile non è altro che realtà, cucinata in tutti i modi, condita in tutte le salse. Un bollito misto da mandar giù. Di nuovo in fuga. Ho letto un libro di magia, ho visto un film di fantascienza, ho ascoltato musica classica e musica contemporanea, sono andata a teatro, dentro un cinema, in una galleria d’arte. Ovunque le forme, le emozioni, i ricordi, i desideri degli uomini. Niente di nuovo sotto il sole. Niente di nuovo al di là del sole. Eppure, non si può guardare in faccia il sole. Ho tentato di comunicare con altre creature, per trovare un alieno autentico o un animale davvero chimerico. Ho cercato nelle fiabe antiche e moderne, ho stretto la mano a streghe e androidi, ho visto le immagini di creature che si vantavano di non essere mai esistite. Niente da fare. Tutti hanno mani e zampe, occhi e denti, mani e piedi o zampe. Déjà vu. Soltanto frullati e scissioni di ciò che avevo già incontrato sulla terra, sotto il sole. La realtà. C’è sempre lei all’origine di tutto, matrice e matrigna. La sua superficie passa attraverso i sensi, il cervello la ricostruisce, ma cervello e realtà sono fatti della stessa pasta collosa. Niente da fare, ovunque gli stessi mattoni. Con i mattoni si possono costruire case, castelli, labirinti. Muri alti, bassi, diritti, storti, significanti o insignificanti, brutti o belli. Sono strutture, opere di bricolage, organismi artificiali prodotti da organismi naturali, non possono far altro che riproporre se stessi in variazioni sul tema. Tutte le strutture sono possibili: alcune stanno in piedi, altre traballano e cadono, altre ancora non si alzano nemmeno da terra. Strutture insignificanti, strutture indimenticabili. Se la struttura è bellissima tende a svanire in fretta. In ogni caso, sono tutte fatte di mattoni: mattoni di terra, mattoni d’aria, mattoni astratti. Soltanto Dio, se c’è, può creare qualcosa di nuovo, al di là dei soliti mattoni. Per noi la realtà è sempre lì: matrice e matrigna.