C’era una volta un orco che si chiamava Orcoporco, ma non sapeva di essere brutto, sporco e repellente. Nessuno aveva mai osato dirglielo. Chi si azzarda a criticare un orco alto come una montagna e puzzolente come un esercito di puzzole? Nessuno!
Orcoporco non aveva mai affrontato uno specchio in vita sua. Abitava in una palude fangosa, talmente fangosa che l’acqua non rifletteva il sole. Un bel giorno le nuvole decisero di organizzare un’alluvione. L’acqua scese a mestoli, a vasche, a fiumi. A oceani? No, non esageriamo. Comunque l’alluvione trascinò via dalla palude tonnellate di fango. Il mattino seguente c’era il sole, che si rifletteva soddisfatto sull’acqua ripulita.
Orcoporco non si era accorto dell’alluvione. Sdraiato su un tronco galleggiante, nel suo stagno preferito, ronfava come il re dei ghiri. Prima di mezzogiorno un rumore strano lo svegliò.
Cip! Cip!
Che cos’era? Orcoporco si alzò e si guardò intorno. Gli uccellini, spaventati, fuggirono in volo da tutte le parti. Era la prima volta che entravano in quella palude a cantare. Fu anche l’ultima.
Orcoporco vide il sole riflesso sull’acqua. Rise contento. Si avvicinò per guardare meglio, e si ritrovò davanti all’immagine riflessa della sua faccia.
- Chi sei, brutto muso?
Il brutto muso non rispose. Orcoporco si avvicinò digrignando i denti. Il brutto muso si avvicinò digrignando i denti.
- Che fai, prendi per i fondelli? Allora prendi anche questo!
Paf!
Il grosso pugno dell’orco fece schizzare l’acqua fino al soffitto di rami, che a sua volta fece svegliare Gnomogramo, che dormiva in cima a un salice.
- Ehi, Orcoporco, che fai? Prendi a pugni l’acqua? Ti sei rimbecillito del tutto?
Orcoporco rispose ringhiando:
Qui sotto c’è un brutto muso che mi prende per i fondelli!
Gnomogramo scoppiò a ridere. Lassù, in cima all’albero, non temeva Orcoporco.
- Uah! Uah! Non vedi che sei tu il brutto muso? È l’acqua che riflette quella brutta faccia da porco che ti ritrovi!
Orcoporco dimenticò di insultare Gnomogramo e si avvicinò a guardare.
- Questo sono io? O porca l’orca, sono un vero mostro!
Fu tanto il raccapriccio che Orcoporco perse l’equilibrio, e cadde in acqua.
Glu-glu-glu!
Orcoporco affondava, immerso in pensieri cupi.
- Io, sono io quel mostro. Faccio orrore! Ecco perché tutti mi stanno lontani. E io che pensavo che fosse per rispetto…
Mentre affondava, infatti, girini, pesci e coccodrilli giravano al largo.
Quasi quasi, mi lascio affogare. Meglio la morte che una vita da mostro!
Tump!
Orcoporco toccò il fondo. Era piuttosto duro e gli fece male. Che botta! Orcoporco vide le stelle. Com’erano belle! Se risaliva, quella notte avrebbe visto quelle vere, riflesse sull’acqua.
- Ma sì – pensò – in fondo che m’importa
Orcoporco si diede una spinta per risalire. La spinta fu talmente forte che schizzò fin sul ramo di Gnomogramo.
- Buh!, gli fece.
Gnomogramo si spaventò e cadde in acqua. Orcoporco rise e se andò fischiettando. Quella sera, vide le stelle in diretta.
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